Auckland

Due righe veloci da Auckland in attesa del volo che mi riporta in talia.
La settimana in nuova zelanda con Sebastiano e Yari e’ volata, abbiamo fatto piu’ di 1300 km in macchina da Picton a Christchurch passando dalla costa ovest e poi attraverso Arthur’s pass.
Arrivero’ a Roma mercoledi’ pomeriggio.
Ci sentiamo quando saro’ in terra natia!

4 mesi in Polinesia

Oggi è l’ultimo giorno in ufficio, probabilmente l’ultimo giorno con internet, salvo qualche sporadico accesso dalla Nuova Zelanda per un rapido controllo della posta.

Potrò dire di aver vissuto 4 mesi in Polinesia e di aver imparato diverse cose, e qui di seguito elencherò solamente le principali conquiste:

· aprire le noci di cocco con un machete, con una bottiglia di vetro o con un’altra noce di cocco

· indossare tutti i giorni la gonna

· mangiare il riso e quasi tutti i cibi con le mani

· qualche parola di samoano

· teoricamente come arrampicarsi su una palma

· cucinare pasta per una decina di persone

· come preparasi all’arrivo di un ciclone

· guidare sulla sinistra col volante a sinistra

· comunicare con le sopracciglia

· come correre con gli infradito

Ho anche fatto molte cose che in Europa certamente non avrei avuto occasione di fare:

· raccogliere cannella

· raccogliere il frutto del cacao in una foresta

· riconoscere l’albero del caucciù.

· raccogliere banane

· assaggiare un sacco di frutti tropicali strani

· mangiare canna da zucchero e cercare di estrarne succo per cocktail

· fare snorkeling sulla barriera corallina

· fare il bagno di notte in una specie di caverna

· sedersi nel cassone di un pickup e viaggiarci per ore

· fare lo scivolo su delle cascatelle nella foresta

· fingere di essere sposato con figli

· cenare con ministri che fanno strane domande …

· guidare attraverso un torrente in piena

Poi credo di dover aggiungere, che mi è stato d’aiuto, ma solo marginalmente :-P , anche aver conosciuto le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura a Samoa.

L’aver lavorato per la più grande organizzazione internazionale e averne conosciuti pregi e difetti. Ho anche lavorato praticamente senza supervisione e con qualche responsabilità.

Non so se questo sarà l’ultimo post che scriverò su Samoa. Certamente (?) l’ultimo da Samoa. Probabilmente terrò il blog per i viaggi prossimi e futuri anche come memoria storica e per rimanere in contatto con tutti

Fa’afetai tele lava

Thanks to everybody for yesterday evening!

It was completely unexpected and also a great surprise for me, even if somebody of you gave me some little clues…

The food was very good (thanks Daniela for cooking gnocchi and fettuccine al ragù) and company entertaining. It was a pleasure for me to see how many people attended my farewell dinner. I did not read yet the dedications on the poster, and I’m going to do it soon!

Daniela, Carin and Ophelie have done a really great job hiding all the organization and setting up all the evening. They deserve a special mention!

As soon as I manage to get the pictures of the evening I will publish them here on the blog…

Capodanno: 1 – 2 Gennaio 2011

La mattina dopo, con forse un po’ di hangover, ci siamo alzati con calma, una colazione frugale con papaia e una minuscola fetta di torta avanzata dalla sera precedente, poi di corsa in un’acqua limpidissima a godere di uno splendido sole. Ridendo e scherzando si erano già fatte le 11 del mattino, e noi volevamo approfittare al massimo della nostra visita sull’altra grande e poco abitata isola anche perché avevamo noleggiato una delle ultime macchine disponibili vista la grande affluenza. Quindi prezzo alto essendo stagione altissima e perciò dovevamo approfittare al massimo anche del mezzo.

Seguendo le direttive della lonely planet e soprattutto i consigli dei colleghi internazionali ci siamo diretti alle fale dove avremmo trascorso la notte successiva, prima attraversando un bosco di palme da cocco in una strada sterrata, poi guidando sull’unica strada semi deserta ovviamente lungo la costa.

Raggiunto in nuovo posto, abbiamo scoperto che era il compleanno della proprietaria, quindi per pranzo era chiuso ed era in corso una grande festa, con tutti i capi dei villaggi intorno, con danze musica e banchetti. Ma noi ancora intontiti dalla sera precedente siamo scappati dal baccano anche se invitati e siamo andati in cerca di fiumi con cascate in cui fare il bagno e i blowholes.

I blowholes sono dei buchi nello strato di lava solidificata in cui le onde frangono e ogni volta che un’onda si intrufola e frange, sembrano delle ciminiere da cui esce vapore. In realtà sono solo spruzzi d’acqua vaporizzata ad alta pressione, ma l’effetto è davvero interessante e scenografico. Un po’ come credo e mi aspetto che sia lo sfiatatoio di una balena.

Dopo i blowholes e dopo esserci fermati nell’unico negozio aperto per prendere del banana bread, siamo andati in cerca di fiumi con cascate in cui poter fare il bagno e magari anche tuffarcisi. Con un po’ di ricerche e fermando chiunque si camminasse per strada siamo riusciti a trovare la via per raggiungere una cascatella. Manovre incredibili per posteggiare e finalmente riusciamo a immergerci in un’acqua gelata e oramai all’ombra perché il sole si era già nascosto dietro la cascata… e dietro alcune nuvole. Infatti dopo pochi minuti è iniziata a cascare dal cielo un po’ d’acqua. Ancora una volta come a sliding rocks ci siamo trovati in mezzo a una folla di mezzi Samoani mezzi Kiwi tornati a Samoa per un mesetto per le riunioni di famiglia.

A quel punto si era fatto ora di cena per Samoa (18.00) e siccome eravamo alloggiati in un posto veramente samoano abbiamo chiamato per dire che eravamo in ritardo, che ci preparassero e conservassero qualcosa per il nostro ritorno.

Cena col sole che si tuffa in acqua davanti a noi e poi immediatamente dopo il crepuscolo mangiati vivi dalle zanzare. Ci siamo rifugiati nella fale che era a noi riservata e buonanotte. Anche perché eravamo stanchi morti.

Il giorno seguente l’abbiamo dedicato al rientro alla base, continuando a vedere paesaggi e fale in posizioni meravigliose, completamente nascoste dalle mangrovie dalle quali ti puoi tuffare in una laguna direttamente dal balcone.

Arrivati al porto di Upolu ci siamo posti il problema di come raggiungere Apia senza spendere una fortuna, ma il problema ce lo siamo posto troppo tardi perché i 3 autobus erano gremiti di gente e non c’era posto per uno spillo. Iniziando a chiedere un passaggio a chiunque avesse avuto un’automobile abbastanza grande, alla fine siamo riusciti ad ottenere un passaggio da un ennesimo Samoano che era qui per la riunione famigliare e tornava verso la capitale dopo aver accompagnato la sorella al porto.

Devo dire che siamo stati assisstiti dalla fortuna perché quelli sono stati gli unici 2 giorni di sole in tutto gennaio.

Capodanno: 31 Dicembre

Dopo qualche giorno di tribolazione per l’organizzazione siamo riusciti a trovare da dormire nelle fale sulla spiaggia più a ovest del mondo e anche un modo per raggiungere l’altra grande isola di Samoa. Savaii. Ero con un’altra UNDP tirocinante francese e un UNESCO tirocinante dagli USA.

Il primo passaggio per raggiungere il porto dalla città, ce lo ha dato un collega originario di Savaii che tornava al suo villaggio per festeggiare il nuovo anno con la famiglia.
Il tutto si è rilevato molto interessante perché abbiamo scoperto un sacco di cose su Samoa e su questo collega fino a quel momento poco conosciuto (perché spesso ubriaco, anche in ufficio) ma rivelatosi molto interessante e dai trascorsi avventurosi.

Appena saliti in macchina, alle 8 del mattino, ci ha offerto una birra… dopo un primo timido rifiuto da parte nostra che ancora non avevamo fatto colazione, la seconda volta non ce la siamo sentita di rifiutare. E la restante ora e mezza di viaggio per il porto è andata avanti così… tra racconti della vita del collega (alcuni poco credibili), una birra, un brindisi cordiale, una barzelletta e via discorrendo.

Giunti al porto abbiamo avuto la bella sorpresa che il nostro Virgilio è anche intimo amico del capitano del battello Lady Samoa II che ci avrebbe portato a Savaii quindi abbiamo avuto un trattamento da principi nella cabina del comandate con tanto di pranzo ancora birre e racconti di varie infanzie samoane. Per poi giungere quasi alticci a mezzodì finalmente a Savaii.

Noleggiata una macchina in loco, ci siamo diretti senza esitare verso Falealupo, il villaggio più a ovest! Guidando abbiam avvistato una desolata spiaggia di sabbia nera senza nessuno, e senza esitazione alcuna abbiamo parcheggiato e camminando 5 minuti tra le palme l’abbiamo raggiunta ed eravamo completamente soli e non abbiamo dovuto pagare l’ingresso!

Dopo esserci rinfrescati e rilassati per una mezz’ora siam saliti in macchina e abbiamo proseguito per la nostra destinazione, e tra negozietti vari, un benzinaio chiuso e uno aperto e alte cose abbiamo raggiunto Falealupo.

Ad attenderci avrebbero dovuto esserci dei peacecorp statunitensi e degli aussie volunteers, ed effettivamente erano lì ma facevano cricca tra di loro senza considerarci molto. Alcuni degli aussi sono effettivamente stati più cordiali e ci hanno addirittura salutato e ci hanno indicato le fale che ci erano state assegnate!

Le fale sono delle capanne molto semplici senza mura ma con solo soffitto di foglie di palma e pavimento in legno costruite sulle spiagge, rialzate dal suolo, ci sono 2-3 materassi appoggiati per terra su uno stuoino o su una brandina in quelle più lussuose e le tende per oscurare sono fatte di foglie di palma intrecciata raccolte da un legaccio in fibra naturale. Il prezzo è calcolato a persona non a fale e varia dai 60 ai 100 tala cena e colazione samoane incluse. (20-30€ a notte per persona)

Appena arrivati, il tempo non era dei migliori e non prometteva niente di buono per le ore successive, ma prima del tramonto per fortuna il cielo si è aperto e ho potuto assistere, mentre degustavo una orrenda cena samoana su un tavolo sulla sabbia, a uno spettacolo di un minuto scarso, che non avevo mai visto e che credo ricorderò a lungo. Tre arcobaleni completi. Uno sull’altro. Due avevano origine nello stesso punto ma avevano curvature differenti, il terzo invece era più ampio e più alto e molto meno visibile degli altri due ma comunque completo. Forse riesco a recuperare una foto!

Dopo questo noi 3 ci siamo diretti all’estremità più a ovest della spiaggia per assistere al tramonto, e con nostra grande sorpresa abbiamo trovato un piscina naturale con tanto di acqua marina tiepida giacché era stata esposta al sole tutto il giorno.

Dopo il tuffo del sole nell’oceano il cielo era completamente sgombro di nuvole e l’aria era tersa… e noi eravamo sotto una stellata di quelle che si vedono poche volte. Sembrava di essere in un planetario in 3D. Purtroppo avevo dimenticato la carta del cielo in ufficio, ma direi che è un problema relativo.

Così tra una chiacchiera, una fetta di torta ancora birre, un bagno in notturna e diversi countdown per la mezzanotte, la notte è passata velocemente, anche perché all’una noi tre eravamo praticamente gli unici ancora svegli, quindi in realtà è stato tutto piuttosto breve. In realtà noi 3 siam stati a guardar stelle cadenti e prendere in giro i peacecorp fino oltre le 2 e mezza del mattino.

Meno di due settimane

Scusate la prolungata assenza ma sono veramente impegnato col lavoro giacché ho molte cose da chiudere prima della mia partenza. ho già scritto diversi post devo solo rileggerli e pubblicarli. spero domani di trovare un po’ di tempo.
Altrimenti dovrete accontentarvi dei miei racconti al ritorno, e non manca molto!

aggiornamenti su Wilma

Flooding Greater Apia Urban Area

EVENT NAME: Flooding Greater Apia Urban Area

SITREP No: 2

From: National Emergency Operation Centre

Date/time: 25 January 2011

Summary

Overview

An active convergence zone linked to Tropical Cyclone Wilma has brought about heavy rainfall experienced by Samoa as of the 24th January 2011.  Since the 18th of January 2011 up to 9:00am yesterday morning, the total amount of rainfall observed at 14 climate stations around the country recorded a total of about 4502.7milimeters.
This continuous rainfall has maintained high level of soil saturation hence the severe flooding in the greater Apia Urban area.
It is predicted that heavy rainfall will continue for the next three days. Flood Advisories were included in the Severe Weather Bulletins issued for Tropical Cyclone Wilma and are continuing with the normal weather bulletins issued this morning and in the evening.
At 9.00PM this evening it was reported water levels of surface flooding has receded on some of the main roads but water levels in drainages and rivers / streams still high. This presents a potential threat due to the continuous rainfall and the expected high tide midnight tonight.

Proclamation/Declaration status

Not applicable
Summary of response

People

(Give actual figure on deaths, injuries and persons still missing unaccounted for as well as total numbers of IDPs including number of families and where they have relocated to )

Deaths:

  • none

Missing:

  • 1 Female Adult – Reported missing from the Fugalei area.

Injuries:

  • None

Response activities

Samoan Government and responding agencies

ELECTRICITY
·
EPC response continues to ensure electricity for all of Samoa and have response to reports from the public regarding – Tree Hazards threatening powelines and electrical
poles.
WATER
·
Water is still available but unsafe for consumption.
INFRASTRUCTURE
·
Vaimoso Uta road and Fuluasou ford are still closed.
COMMUNICATION
·
No communication breakdown yet.
HEALTH
·
MOH on standby to assist with evacuation and to lead coordination of health sector response.
EVACUATION

·
Evacuation shelters on stand-by include Nurses Association Hall and Letogo LDS church compound.
PUBLIC SAFETY
·
Public Safety messages continue to be broadcasted on 2AP including general health care messages and safety precautions.

ASSESSMENTS

9PM & 11PM
Observational Assessment
·
Surface flood waters receded on roads but water levels in drainages, rivers and streams remain high.

SUMMARY OF PRIORITIES

Safety and Wellbeing of families within the flood affected areas.
·
Immediate clearance of water ways / channels

REQUEST FOR ASSISTANCE

At the time of this report the NEOC has received the following requests
·
Tarpaulins
·
Ropes
·
Cutting Trees threatening houses / buildings / power-lines and rivers.

NEOC Status

NEOC Contacts

The National Emergency Operation Centre has been activated in support of the event. Contact details for the NEOC are:
National Emergency
Operation Center, Faleata Fire Station Compound
Telephone: 23800
Email:
filomena.nelson@mnre.gov and dmosamoa@gmail.com
Fax: 23176

cyclon’s coming – Tropical Depression TD06F

Avviso ai naviganti: stagione delle piogge

La stagione delle piogge è ufficialmente iniziata da almeno due mesi ma solamente negli ultimi giorni ho capito cosa vuol dire. Prima pioveva tutti i giorni ma erano tutte precipitazioni a carattere temporalesco con tanto di tuoni e fulmini. Domenica tornado verso casa da aver trascorso capodanno sull’altra isola il cielo è diventato grigio e la sera ha iniziato a piovere. Il cielo è ancora grigio e piove 20 ore al giorno… solo 2 giorni di quasi sole nel nuovo anno. Non è come la pioggia in Italia o generalmente nella zona temperata, qui piove veramente tanto, è come se ci fosse sempre un temporale. Non è la pioggerellina fine, viene giù a secchi, quasi sempre e le strade sono tutte allagate. Arrivano anche email di avvertimento di possibili inondazioni e conseguenti casini. Però dicono che se il tempo è così va bene perché l’energia si scarica con la pioggia e il vento invece di concentrarsi in cicloni. Si perché questa è anche la stagione dei cicloni!

Pare che i cicloni quando arrivano durano una settimana circa, tutti rimangono barricati in casa, chiudendo completamente porte, finestre e qualsiasi altro tipo di accesso alla casa, perché il vento e le piogge sono troppo forti, e si può solo aspettare che passi. Per fortuna questi sono solo racconti che mi hanno fatto e non ho avuto ancora modo di assistere a questo tipo di aventi, però, forse scioccamente, sono anche un po’ dispiaciuto di non aver vissuto questo genere di esperienza.
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Questo che avete appena letto è quello che avevo iniziato a scrivere qualche giorno fa, ora la situazione è cambiata ulteriormente e stranamente non in meglio. Mentre prima il cielo era sì grigio ma ogni tanto smetteva di piovere, adesso invece la pioggia non cessa mai. Son 2 giorni che piove a dirotto e persino il bagno mi si è allagato. Per fortuna l’alberghetto in cui mi sono sistemato è vuoto quindi ho avuto la possibilità di scegliere un’altra stanza! Purtroppo sono tutte al piano terra e se non smette di piovere c’è il rischio che pure questa si allaghi.

Le strade adesso sono perennemente allagate e, se si è costretti come me a camminare invece di prendere la macchina, è molto comodo camminare nell’acqua scalzi anziché con gli infradito. Mi rendo conto che detta così è un’ovvietà quindi proverò a spiegarla con un esempio. Si è per strada appena usciti dall’ufficio dopo una giornata intensa di riunioni e telefonate, finalmente è ora di tornare a casa, abiti vicino, tipo che prendere un taxi è veramente scemo. Come dire da un lato all’altro di una grande piazza. Solo che sui primi 50 metri dell’unica strada che c’è per arrivare al tanto agognato riposo c’è una quantità d’acqua spropositata. In quel momento hai solo voglia di bruciare gli infradito ma desideri ardentemente un paio di stivali di gomma e camminare come se nulla fosse, ma sei a Samoa e gli stivali di gomma sono in un certo qual senso de-modè. Allora inizi a guadare camminando facendo attenzione a non schizzarti troppo la gonna-camicia-zaino con lo schizzo di ritorno della ciabatta e cercando di muovere il piede in maniera tale da non rompere la ciabatta per il troppo sforzo dello spostamento dell’acqua. Poi all’improvviso vedi i bambini che corrono senza problema alcuno e magari si fanno la doccia con l’acqua dalle grondaie. Invidioso, maledici la loro spensieratezza e l’assoluta mancanza di giudizio, dentro di te giustificandoli perché poveretti son Samoani. E qui arriva improvvisa l’illuminazione: loro corrono scalzi, quindi non hanno il problema della ciabatta, il nostro piede è comunque immerso nell’acqua fino alla caviglia e siccome piove quasi ininterrottamente da 10 giorni l’asfalto non è mai stato così pulito, quindi… perché non camminare scalzi e alleviare così le sofferenze degli infradito?

Ma torniamo alla questione principale: l’acqua che cade copiosa dal cielo. Mi hanno detto che sta circolando l’avviso di non muoversi durante il WE per rischio inondazioni e mal tempo. La cosa da un lato mi fa ridere perché il tempo è già pessimo, ma il bollettino fa venire il dubbio che possa persino peggiorare. Dall’altro meno perché dicono anche di fare la spesa e chiudersi in casa da venerdì a lunedì. E che la corrente elettrica potrebbe essere interrotta e cose simili. Nulla di grave anche perché i due cicloni che sono in giro per il pacifico sembra che stiano ignorando quest’isola e solamente la lambiscono con delle propaggini… vi terrò aggiornato su questo!

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Mail ricevuta poco fa

Dear All,
As of this morning, the Gale Watch (Alert Level 1) has been issued and effective for the whole country.  A tropical depressions called TD06F was located at about 300 nautical miles West of Savaii.  This system has a moderate change to develop into a tropical cyclone however the office is still monitoring it.  The system is expected to move southeast between Tonga and Samoa and it continues in its forecasted track, the radius of its gale force winds may extend over Samoa from Friday night or Saturday morning.

The flood advisory is still in effect.  Though the water has receded, the water levels within rivers and streams are still high and another drop of heavy rainfall will overflow these rivers and streams. The drainages are still full and in some areas overflowing.  At the stage, all the roads that were closed last night have been reopened for public use.  Water quality (brownish) is very poor in the flooded areas and it may have affected other areas that were flooded.

The Office will continue to monitor this system and its movement and strengthen and will update everyone in due course.  A DAC meeting will be called once the gale warning and or storm watch is issued.  Hence, I would like to request that all DAC members be on standby and ensure that your mobile phones are readily available and charged at all times.

Tatau

Tatau era il nome dei tatuaggi prima che gli inglesi non riuscendo a pronunciare correttamente la parola tatau la storpiassero nella ben più famosa tatoo. Un Samoano vero per avere il tatuaggio completo ci impiega sette anni circa. Perché? Non so perché, non sono fatti miei.

Settimana scorsa ho conosciuto uno svizzero che è venuto qui per completare il suo progetto tatuaggi. Ne aveva già diversi su tutto il corpo tra cui uno tipico samoano ma incompleto perché da fare tutto insieme è troppo grosso e ci va molto tempo. Quindi ha deciso di farlo in tre tornate, e io l’ho conosciuto appunto pochi giorni prima che iniziasse la terza e ultima parte del tatuaggio. E siccome in qualche modo siamo diventati amici gli ho chiesto se posso assistere al completamento della sua opera e mi ha acconsentito. Quindi nei prossimi giorni assisterò alla realizzazione di un vero tatau samoano.

Qualche giorno è passato ma non sono riuscito a vedere l’opera… completa.
Lo svizzero, dopo aver contrattato a lungo con quello pare essere il miglior tatuatore di Samoa andato a pescare in chissà quale villaggio, era riuscito a organizzare il compimento della sua opera, però durante l’orario di ufficio quindi io non ho potuto assistere. Dopo sette ore di lavoro intensivo per due giorni con martello e bacchetta, parecchie pasticche di morfina, 1000 € versati in anticipo (qui è usanza, non si paga a lavoro compiuto), credo almeno un litro di sangue versato, una stanza di albergo pensione completa pagata al tatuatore per 3 giorni e nessuna infezione, il simpatico tatuaggista Samoano gli ha detto che i soldi non erano abbastanza e voleva altri 500 € per completare il lavoro. A quel punto lo svizzero un po’ alterato e rinco dal dolore l’ha mandato a quel paese e si è tenuto il tatuaggio incompiuto. Anche perché il giorno successivo aveva l’aereo per andarsene in nuova zelanda e passare là natale e capodanno.

Di veri tatuaggi samoani completi nei villaggi ne ho visti parecchi. Vanno,coprendo il corpo su tutti i lati, da sotto le ginocchia per risalire fino al bacino e arrivando circa all’altezza dell’ombelico. Ognuno differente dagli altri, credo a seconda del villaggio e del grado all’interno del villaggio, anche se a prima vista sembrano tutti uguali.

Ora sono a cena a casa di un ragazzo che lavora all’UNESCO e mentre scrivo queste righe sui tatuaggi mi ha detto che non molti mesi fa, l’UNESCO ha redatto un rapporto sui tatuaggi qui a Samoa e che se riesce a trovarlo sicuramente me ne manda una copia. Rimango in attesa!