Archivio Mensile: gennaio 2011

aggiornamenti su Wilma

Flooding Greater Apia Urban Area

EVENT NAME: Flooding Greater Apia Urban Area

SITREP No: 2

From: National Emergency Operation Centre

Date/time: 25 January 2011

Summary

Overview

An active convergence zone linked to Tropical Cyclone Wilma has brought about heavy rainfall experienced by Samoa as of the 24th January 2011.  Since the 18th of January 2011 up to 9:00am yesterday morning, the total amount of rainfall observed at 14 climate stations around the country recorded a total of about 4502.7milimeters.
This continuous rainfall has maintained high level of soil saturation hence the severe flooding in the greater Apia Urban area.
It is predicted that heavy rainfall will continue for the next three days. Flood Advisories were included in the Severe Weather Bulletins issued for Tropical Cyclone Wilma and are continuing with the normal weather bulletins issued this morning and in the evening.
At 9.00PM this evening it was reported water levels of surface flooding has receded on some of the main roads but water levels in drainages and rivers / streams still high. This presents a potential threat due to the continuous rainfall and the expected high tide midnight tonight.

Proclamation/Declaration status

Not applicable
Summary of response

People

(Give actual figure on deaths, injuries and persons still missing unaccounted for as well as total numbers of IDPs including number of families and where they have relocated to )

Deaths:

  • none

Missing:

  • 1 Female Adult – Reported missing from the Fugalei area.

Injuries:

  • None

Response activities

Samoan Government and responding agencies

ELECTRICITY
·
EPC response continues to ensure electricity for all of Samoa and have response to reports from the public regarding – Tree Hazards threatening powelines and electrical
poles.
WATER
·
Water is still available but unsafe for consumption.
INFRASTRUCTURE
·
Vaimoso Uta road and Fuluasou ford are still closed.
COMMUNICATION
·
No communication breakdown yet.
HEALTH
·
MOH on standby to assist with evacuation and to lead coordination of health sector response.
EVACUATION

·
Evacuation shelters on stand-by include Nurses Association Hall and Letogo LDS church compound.
PUBLIC SAFETY
·
Public Safety messages continue to be broadcasted on 2AP including general health care messages and safety precautions.

ASSESSMENTS

9PM & 11PM
Observational Assessment
·
Surface flood waters receded on roads but water levels in drainages, rivers and streams remain high.

SUMMARY OF PRIORITIES

Safety and Wellbeing of families within the flood affected areas.
·
Immediate clearance of water ways / channels

REQUEST FOR ASSISTANCE

At the time of this report the NEOC has received the following requests
·
Tarpaulins
·
Ropes
·
Cutting Trees threatening houses / buildings / power-lines and rivers.

NEOC Status

NEOC Contacts

The National Emergency Operation Centre has been activated in support of the event. Contact details for the NEOC are:
National Emergency
Operation Center, Faleata Fire Station Compound
Telephone: 23800
Email:
filomena.nelson@mnre.gov and dmosamoa@gmail.com
Fax: 23176

cyclon’s coming – Tropical Depression TD06F

Avviso ai naviganti: stagione delle piogge

La stagione delle piogge è ufficialmente iniziata da almeno due mesi ma solamente negli ultimi giorni ho capito cosa vuol dire. Prima pioveva tutti i giorni ma erano tutte precipitazioni a carattere temporalesco con tanto di tuoni e fulmini. Domenica tornado verso casa da aver trascorso capodanno sull’altra isola il cielo è diventato grigio e la sera ha iniziato a piovere. Il cielo è ancora grigio e piove 20 ore al giorno… solo 2 giorni di quasi sole nel nuovo anno. Non è come la pioggia in Italia o generalmente nella zona temperata, qui piove veramente tanto, è come se ci fosse sempre un temporale. Non è la pioggerellina fine, viene giù a secchi, quasi sempre e le strade sono tutte allagate. Arrivano anche email di avvertimento di possibili inondazioni e conseguenti casini. Però dicono che se il tempo è così va bene perché l’energia si scarica con la pioggia e il vento invece di concentrarsi in cicloni. Si perché questa è anche la stagione dei cicloni!

Pare che i cicloni quando arrivano durano una settimana circa, tutti rimangono barricati in casa, chiudendo completamente porte, finestre e qualsiasi altro tipo di accesso alla casa, perché il vento e le piogge sono troppo forti, e si può solo aspettare che passi. Per fortuna questi sono solo racconti che mi hanno fatto e non ho avuto ancora modo di assistere a questo tipo di aventi, però, forse scioccamente, sono anche un po’ dispiaciuto di non aver vissuto questo genere di esperienza.
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Questo che avete appena letto è quello che avevo iniziato a scrivere qualche giorno fa, ora la situazione è cambiata ulteriormente e stranamente non in meglio. Mentre prima il cielo era sì grigio ma ogni tanto smetteva di piovere, adesso invece la pioggia non cessa mai. Son 2 giorni che piove a dirotto e persino il bagno mi si è allagato. Per fortuna l’alberghetto in cui mi sono sistemato è vuoto quindi ho avuto la possibilità di scegliere un’altra stanza! Purtroppo sono tutte al piano terra e se non smette di piovere c’è il rischio che pure questa si allaghi.

Le strade adesso sono perennemente allagate e, se si è costretti come me a camminare invece di prendere la macchina, è molto comodo camminare nell’acqua scalzi anziché con gli infradito. Mi rendo conto che detta così è un’ovvietà quindi proverò a spiegarla con un esempio. Si è per strada appena usciti dall’ufficio dopo una giornata intensa di riunioni e telefonate, finalmente è ora di tornare a casa, abiti vicino, tipo che prendere un taxi è veramente scemo. Come dire da un lato all’altro di una grande piazza. Solo che sui primi 50 metri dell’unica strada che c’è per arrivare al tanto agognato riposo c’è una quantità d’acqua spropositata. In quel momento hai solo voglia di bruciare gli infradito ma desideri ardentemente un paio di stivali di gomma e camminare come se nulla fosse, ma sei a Samoa e gli stivali di gomma sono in un certo qual senso de-modè. Allora inizi a guadare camminando facendo attenzione a non schizzarti troppo la gonna-camicia-zaino con lo schizzo di ritorno della ciabatta e cercando di muovere il piede in maniera tale da non rompere la ciabatta per il troppo sforzo dello spostamento dell’acqua. Poi all’improvviso vedi i bambini che corrono senza problema alcuno e magari si fanno la doccia con l’acqua dalle grondaie. Invidioso, maledici la loro spensieratezza e l’assoluta mancanza di giudizio, dentro di te giustificandoli perché poveretti son Samoani. E qui arriva improvvisa l’illuminazione: loro corrono scalzi, quindi non hanno il problema della ciabatta, il nostro piede è comunque immerso nell’acqua fino alla caviglia e siccome piove quasi ininterrottamente da 10 giorni l’asfalto non è mai stato così pulito, quindi… perché non camminare scalzi e alleviare così le sofferenze degli infradito?

Ma torniamo alla questione principale: l’acqua che cade copiosa dal cielo. Mi hanno detto che sta circolando l’avviso di non muoversi durante il WE per rischio inondazioni e mal tempo. La cosa da un lato mi fa ridere perché il tempo è già pessimo, ma il bollettino fa venire il dubbio che possa persino peggiorare. Dall’altro meno perché dicono anche di fare la spesa e chiudersi in casa da venerdì a lunedì. E che la corrente elettrica potrebbe essere interrotta e cose simili. Nulla di grave anche perché i due cicloni che sono in giro per il pacifico sembra che stiano ignorando quest’isola e solamente la lambiscono con delle propaggini… vi terrò aggiornato su questo!

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Mail ricevuta poco fa

Dear All,
As of this morning, the Gale Watch (Alert Level 1) has been issued and effective for the whole country.  A tropical depressions called TD06F was located at about 300 nautical miles West of Savaii.  This system has a moderate change to develop into a tropical cyclone however the office is still monitoring it.  The system is expected to move southeast between Tonga and Samoa and it continues in its forecasted track, the radius of its gale force winds may extend over Samoa from Friday night or Saturday morning.

The flood advisory is still in effect.  Though the water has receded, the water levels within rivers and streams are still high and another drop of heavy rainfall will overflow these rivers and streams. The drainages are still full and in some areas overflowing.  At the stage, all the roads that were closed last night have been reopened for public use.  Water quality (brownish) is very poor in the flooded areas and it may have affected other areas that were flooded.

The Office will continue to monitor this system and its movement and strengthen and will update everyone in due course.  A DAC meeting will be called once the gale warning and or storm watch is issued.  Hence, I would like to request that all DAC members be on standby and ensure that your mobile phones are readily available and charged at all times.

Tatau

Tatau era il nome dei tatuaggi prima che gli inglesi non riuscendo a pronunciare correttamente la parola tatau la storpiassero nella ben più famosa tatoo. Un Samoano vero per avere il tatuaggio completo ci impiega sette anni circa. Perché? Non so perché, non sono fatti miei.

Settimana scorsa ho conosciuto uno svizzero che è venuto qui per completare il suo progetto tatuaggi. Ne aveva già diversi su tutto il corpo tra cui uno tipico samoano ma incompleto perché da fare tutto insieme è troppo grosso e ci va molto tempo. Quindi ha deciso di farlo in tre tornate, e io l’ho conosciuto appunto pochi giorni prima che iniziasse la terza e ultima parte del tatuaggio. E siccome in qualche modo siamo diventati amici gli ho chiesto se posso assistere al completamento della sua opera e mi ha acconsentito. Quindi nei prossimi giorni assisterò alla realizzazione di un vero tatau samoano.

Qualche giorno è passato ma non sono riuscito a vedere l’opera… completa.
Lo svizzero, dopo aver contrattato a lungo con quello pare essere il miglior tatuatore di Samoa andato a pescare in chissà quale villaggio, era riuscito a organizzare il compimento della sua opera, però durante l’orario di ufficio quindi io non ho potuto assistere. Dopo sette ore di lavoro intensivo per due giorni con martello e bacchetta, parecchie pasticche di morfina, 1000 € versati in anticipo (qui è usanza, non si paga a lavoro compiuto), credo almeno un litro di sangue versato, una stanza di albergo pensione completa pagata al tatuatore per 3 giorni e nessuna infezione, il simpatico tatuaggista Samoano gli ha detto che i soldi non erano abbastanza e voleva altri 500 € per completare il lavoro. A quel punto lo svizzero un po’ alterato e rinco dal dolore l’ha mandato a quel paese e si è tenuto il tatuaggio incompiuto. Anche perché il giorno successivo aveva l’aereo per andarsene in nuova zelanda e passare là natale e capodanno.

Di veri tatuaggi samoani completi nei villaggi ne ho visti parecchi. Vanno,coprendo il corpo su tutti i lati, da sotto le ginocchia per risalire fino al bacino e arrivando circa all’altezza dell’ombelico. Ognuno differente dagli altri, credo a seconda del villaggio e del grado all’interno del villaggio, anche se a prima vista sembrano tutti uguali.

Ora sono a cena a casa di un ragazzo che lavora all’UNESCO e mentre scrivo queste righe sui tatuaggi mi ha detto che non molti mesi fa, l’UNESCO ha redatto un rapporto sui tatuaggi qui a Samoa e che se riesce a trovarlo sicuramente me ne manda una copia. Rimango in attesa!

18

Un giovedì sera bevendo una birra o qualcos’altro coi colleghi, quando a un certo punto qualcuno se ne esce: “sapete che lunedì è l’ultimo giorno di lavoro di Maretta?”. Inizialmente avevo capito l’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie-estive, visto che è il periodo. Ma poi ho capito che era un andarsene e basta. La cosa risultava nuova a tutti perché generalmente quando un collega se ne va, qui capita di frequente, si fa una colletta per un regalino e per un piccolo catering per la pausa pranzo. E allora incuriositi un po’ abbiamo indagato e abbiamo scoperto che era stata lei espressamente a non chiedere nessuna celebrazione, di alcun tipo. E la motivazione addotta alla partenza era: “Va a vivere in Australia coi figli e il marito”. Ma lei mi aveva detto di essere divorziata. Siccome sono tutti dei gran bugiardi ho pensato che mi avesse detto di essere divorziata per sentirsi più libera di provarci con me, cosa che non ha mancato di fare ogni volta che era ubriaca a qualche cocktail-party, e io ogni volta gentilmente declinavo l’invito. Fatto sta che la mattina del lunedì circola una mail che dice: “Maretta è malata e oggi non potrà venire in ufficio.” e per me la cosa era conclusa.

Succede che il mercoledì sera andato, in macchina col Officer in Charge, a cena a casa di altri 2 tirocinanti, lui se ne esce: “Scusa se sono arrivato a prenderti in ritardo ma visto quello che è successo oggi, ho avuto la giornata piuttosto piena”. A quel punto chiedendo spiegazioni è arrivata la risposta : “Non hai letto il giornale? Ieri hanno processato Maretta e l’hanno condannata per furto sul posto di lavoro, ovviamente non qui, ma nel precedente ufficio in cui lavorava, tra di noi non lo sapeva nessuno, aveva detto a tutti che sarebbe andata a vivere in Australia … “

18 sono i mesi di reclusione a cui è stata condannata.

Una cosa che ancora non riesco a capire è come sia possibile che i Samoani non si stupiscano o almeno non commentino questi fatti in qualche modo. Questo e altri fatti li vengo a scoprire da altri palani o dal quotidiano…

Questo post è ovviamente vicino nello spirito e nel contenuto al post Le persone.

Natale a Samoa

Il nuovo film della famiglia Vanzina.

Il 24 sera i samoani non sono soliti festeggiare nonostante si reputino molto cattolici. Se proprio devi fare qualcosa passi in chiesa quasi tutta la notte vestito di bianco a cantare e pregare. Quindi, per noi, la serata è trascorsa prima in un ristorante italiano poi in discoteca, dove in prima battuta non mi hanno fatto entrare perché non ero in camicia, ma essendo Samoa a mezzanotte chiude i battenti, poi in giardino di una casa di un samoano (credo in parte kiwi), a cantare Christmas Carol mentre costui strimpellava la chitarra. O meglio gli altri cantavano e io ascoltavo. Credo che cantare canti natalizi derivi dalla cultura anglosassone perché l’altra italiana ed io eravamo gli unici a non aver nemmeno sentito la maggior parte di quelle canzoncine mentre tutti gli altri le sapevano quasi a memoria. Era divertente che gli altri erano più stupiti di noi e ci chiedevano come mai noi non cantassimo questa o quell’altra famosissima canzoncina… tutto questo fino alle 6 del mattino.

Per il 25 c’era organizzato un all-day-long pranzo a casa di 3 volontari australiani, più o meno chiunque era invitato a condizione che si portasse del cibo. Questa condizione ha fatto sì che ci fosse una quantità di cibo enorme nonostante io e qualcun altro non avessimo portato nulla (io mi ero proposto di fare pasta al pomodoro per tutti all’occorrenza), ma la cosa bella è che c’era cibo da tutti gli angoli del mondo: Indonesia, Bangladesh, Francia, India, Sri Lanka, Stati Uniti, Italia, Samoa e ovviamente super rappresentate Nuova Zelanda e Australia.

È stato divertente anche perché a metà pomeriggio c’è stato un scambio di doni in versione gioco chiamato Secret Santa: tutti gli invitati al pranzo avevano portato un pacchetto (massimo 30 tala!) e diligentemente collocato sotto un albero di natale, poi al momento della consegna dei doni ciascuno pesca un bigliettino con un numero, e quello è l’ordine in cui si va all’albero a scegliere un dono. La cosa interessante del gioco è che si può scegliere un dono impacchettato da sotto l’albero o si può decidere di rubare un dono già scelto e aperto da qualcun altro se si ritiene ‘opportuno’. Ogni dono può essere rubato per un massimo di due volte. Se ti viene rubato il dono, passi nuovamente alla fase di scelta, quindi puoi scegliere da sotto un albero o rubare un’altra cosa! Ovviamente tra i maschi i regali più rubati erano i 2 machete e le bottiglie di vino. Mentre tra le donne i più richiesti erano le ricariche telefoniche e le borse.

Dopo lo scambio di doni siam tornati tutti alle postazioni originali e abbiamo amabilmente continuato a chiacchierare e cantare nuovamente Cristmas Carol (io ascoltavo ancora) spiluccando gli avanzi di pranzo. Avanti così fino alle 2 del mattino, quando esausto ho trovato qualche anima pia che mi desse un passaggio verso casa. Inutile dire che del 26 dicembre non ho memoria.

Dove vivo

All’inizio ero abbastanza restio a scrivere dove vivo perché c’era nulla, o poco, da dire.

Però adesso provo a scrivere qualcosa, anche perché qualcuno me l’ha chiesto. Appena arrivato sono andato a stare in un bellissimo e costosissimo ostello per essere Samoa. Ho chiesto di restare a vivere lì per i 4 mesi successivi a fronte di un notevole sconto ma loro mi hanno chiesto più del doppio di quelle che mi aspettavo e che reputavo onesto per quello che mi potevano offrire.

Allora mi sono spostato in un Bred and Breakfast molto economico e abbastanza spartano. All’inizio avevo trattato per restare là l’intero periodo della mia permanenza pagando mese per mese l’importo prestabilito. Ma dopo il primo mese mi hanno fatto lo scherzetto di dirmi: “devi andartene domani perché per il prossimo mese tutte le stanze sono prenotate”. E ovviamente era un giorno lavorativo quindi non avevo molto tempo per trovare una soluzione al problema!

Per prima cosa sono andato a chiedere nuovamente al primo ostello, anche perché non sembrava dovesse arrivare nessuno nuovo tirocinante o qualche volontario con cui cercare di condividere una vera e propria casa. Va da sé che l’ostello mi ha chiesto ovviamente poco meno della cifra del mese precedente ma comunque era una buona soluzione considerando il fatto che avrei avuto tutti i giorni colazione e la camera fatta.

Continuando a cercare, possibilmente a una distanza ragionevole dall’ufficio così da poter raggiungerlo camminando, sono entrato a chiedere in un albergo dismesso, e con mia grande sorpresa dopo poca contrattazione sono riuscito ad avere un offerta a un prezzo mensile ragionevole per quello che offrono e quindi adesso vivo là. Ancora per poche settimane!

Ho una piccola stanza, molto semplice ed essenziale, forse un po’ buia, al piano terra che da su un cortiletto interno, con un letto matrimoniale e un letto piccolo, un frigo, un tavolino e una sedia. Poi ovviamente un bagno con il necessario ma non tutto quello che noi italiani siamo abituati a utilizzare. È a dieci minuti a piedi dall’ufficio, ma 10 minuti rilassati, perché qui tutti sono rilassati! E se provi a camminare in maniera non rilassata sudi come un pazzo, perché comunque anche in mattino presto ci sono 28° e il sole è sempre abbastanza alto, giacché essendo vicino all’equatore l’alba e il tramonto sono piuttosto veloci!

Addendum:
La notte dopo natale, tra il 25 e il 26 dicembre, l’ostello che mi aveva fatto il prezzo alto, è bruciato completamente, è rimasto solo il tetto in lamiera e le fondamenta in cemento. Era una delle poche antiche case coloniale, situata su vaiala beach, vicino al centro della città. Pare che non ci fosse nessuno dentro e la cosa è strana perché era il posto per backpackers più famoso qui a Samoa. I maligni, io incluso, pensano che il padrone, un ex bancario di Seattle qui in pensione, gli abbia dato fuoco perché pare abbia bisogno dei soldi dell’assicurazione perché non è riuscito ad avere gli incentivi governativi per un resort sull’altro lato dell’isola. Queste informazioni danno anche idea della dimensione dell’isola e di come la gente parli. Se chiedi in giro nessuno sa niente e sul giornale c’erano delle fotografie dell’incidente, e il contenuto degli articoli a riguardo erano solo di dispiacere per una perdita così grande per la nazione ma per fortuna che nessuno era dentro. E appunto è interessante notare come queste informazioni siano arrivate a me, ultimo dei bianchi qui a Samoa!

Not too short

Ieri sono andato dal parrucchiere.

L’unico degno di tale nome in questo paese, gli altri ti chiedono solo che quale delle tre lunghezze preimpostate della macchinetta preferisci. Uno, due o tre?

Questo invece è un parrucchiere vero e proprio, che ha studiato e ha una preparazione, ovviamente non samoano ma cinese.

Ci lavorano 2 ragazzi cinesi e due ragazze samoane.

È stato divertente che, come accade nei film, appena sono entrato tutti hanno smesso di fare qualsiasi cosa, parlare lavorare tagliare lavare phonare e si sono girati dalla mia parte e mi hanno fissato stupiti a bocca aperta, dopo 5 secondi che mi sono sembrati un’eternità, una ragazza mi ha chiesto “cut hair?”. Al mio cenno di assenso, come se nulla fosse accaduto, tutti hanno ripreso le loro attività.

Dopodiché mi hanno fatto sdraiare nella poltrona più comoda di tutti i tempi e hanno iniziato a lavarmi i capelli. Proprio come da un vero parrucchiere occidentale! E ovviamente mi stavo per addormentare.

Al momento di spostarsi dalla poltrona lavaggio a quella taglio uno dei cinesi mi ha chiesto: “Not too short?”. Ovviamente ho fatto cenno di sì col capo. Niente alzata perché è cinese e non samoano!

Io ancora mezzo insonnolito dal lavaggio capelli e completamente in balia di questo cinese che non parla una parola d’inglese mi sono disinteressato del risultato e mi sono guardato allo specchio solamente a taglio e ingellaggio compiuto. È stato molto divertente perché mi aveva tagliato i capelli esattamente come li ha lui. Emo. Tutti schiacciati sulla testa, forse troppo lunghi sulla nuca, rivolti in avanti con un onda frangente, se così vogliamo chiamarla, sull’occhio sinistro. In pratica era come indossare una benda sull’occhio.

Una volta in cassa mi hanno nuovamente rivolto la parola e mi hanno detto: “25 tala”.

In totale solamente 7 parole, da un parrucchiere in Italia è impensabile! Questa frase è composta da sette parole! Sette parole per esprimere 3 concetti: tagliare i capelli, come il cliente li desidera e poi la somma da pagare.