Dopo qualche giorno di tribolazione per l’organizzazione siamo riusciti a trovare da dormire nelle fale sulla spiaggia più a ovest del mondo e anche un modo per raggiungere l’altra grande isola di Samoa. Savaii. Ero con un’altra UNDP tirocinante francese e un UNESCO tirocinante dagli USA.
Il primo passaggio per raggiungere il porto dalla città, ce lo ha dato un collega originario di Savaii che tornava al suo villaggio per festeggiare il nuovo anno con la famiglia.
Il tutto si è rilevato molto interessante perché abbiamo scoperto un sacco di cose su Samoa e su questo collega fino a quel momento poco conosciuto (perché spesso ubriaco, anche in ufficio) ma rivelatosi molto interessante e dai trascorsi avventurosi.
Appena saliti in macchina, alle 8 del mattino, ci ha offerto una birra… dopo un primo timido rifiuto da parte nostra che ancora non avevamo fatto colazione, la seconda volta non ce la siamo sentita di rifiutare. E la restante ora e mezza di viaggio per il porto è andata avanti così… tra racconti della vita del collega (alcuni poco credibili), una birra, un brindisi cordiale, una barzelletta e via discorrendo.
Giunti al porto abbiamo avuto la bella sorpresa che il nostro Virgilio è anche intimo amico del capitano del battello Lady Samoa II che ci avrebbe portato a Savaii quindi abbiamo avuto un trattamento da principi nella cabina del comandate con tanto di pranzo ancora birre e racconti di varie infanzie samoane. Per poi giungere quasi alticci a mezzodì finalmente a Savaii.
Noleggiata una macchina in loco, ci siamo diretti senza esitare verso Falealupo, il villaggio più a ovest! Guidando abbiam avvistato una desolata spiaggia di sabbia nera senza nessuno, e senza esitazione alcuna abbiamo parcheggiato e camminando 5 minuti tra le palme l’abbiamo raggiunta ed eravamo completamente soli e non abbiamo dovuto pagare l’ingresso!
Dopo esserci rinfrescati e rilassati per una mezz’ora siam saliti in macchina e abbiamo proseguito per la nostra destinazione, e tra negozietti vari, un benzinaio chiuso e uno aperto e alte cose abbiamo raggiunto Falealupo.
Ad attenderci avrebbero dovuto esserci dei peacecorp statunitensi e degli aussie volunteers, ed effettivamente erano lì ma facevano cricca tra di loro senza considerarci molto. Alcuni degli aussi sono effettivamente stati più cordiali e ci hanno addirittura salutato e ci hanno indicato le fale che ci erano state assegnate!
Le fale sono delle capanne molto semplici senza mura ma con solo soffitto di foglie di palma e pavimento in legno costruite sulle spiagge, rialzate dal suolo, ci sono 2-3 materassi appoggiati per terra su uno stuoino o su una brandina in quelle più lussuose e le tende per oscurare sono fatte di foglie di palma intrecciata raccolte da un legaccio in fibra naturale. Il prezzo è calcolato a persona non a fale e varia dai 60 ai 100 tala cena e colazione samoane incluse. (20-30€ a notte per persona)
Appena arrivati, il tempo non era dei migliori e non prometteva niente di buono per le ore successive, ma prima del tramonto per fortuna il cielo si è aperto e ho potuto assistere, mentre degustavo una orrenda cena samoana su un tavolo sulla sabbia, a uno spettacolo di un minuto scarso, che non avevo mai visto e che credo ricorderò a lungo. Tre arcobaleni completi. Uno sull’altro. Due avevano origine nello stesso punto ma avevano curvature differenti, il terzo invece era più ampio e più alto e molto meno visibile degli altri due ma comunque completo. Forse riesco a recuperare una foto!
Dopo questo noi 3 ci siamo diretti all’estremità più a ovest della spiaggia per assistere al tramonto, e con nostra grande sorpresa abbiamo trovato un piscina naturale con tanto di acqua marina tiepida giacché era stata esposta al sole tutto il giorno.
Dopo il tuffo del sole nell’oceano il cielo era completamente sgombro di nuvole e l’aria era tersa… e noi eravamo sotto una stellata di quelle che si vedono poche volte. Sembrava di essere in un planetario in 3D. Purtroppo avevo dimenticato la carta del cielo in ufficio, ma direi che è un problema relativo.
Così tra una chiacchiera, una fetta di torta ancora birre, un bagno in notturna e diversi countdown per la mezzanotte, la notte è passata velocemente, anche perché all’una noi tre eravamo praticamente gli unici ancora svegli, quindi in realtà è stato tutto piuttosto breve. In realtà noi 3 siam stati a guardar stelle cadenti e prendere in giro i peacecorp fino oltre le 2 e mezza del mattino.
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